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#1
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Se da qualche parte esistono per me la gioia e il senso della vita, allora queste consistono nell'andare avanti, nel chiarimento e nella penetrazione, sempre più coscienti, dell'essenza e delle leggi del bello.
In fondo che cosa voglio da ogni giornata se non un'atmosfera un colore proprio ad essa e, se riesce, un canto? Chi giunge ad occhi aperti in un paese straniero che conosce solo da libri e illustrazioni, ma che ama da anni, troverà ogni giorno tesori e gioie inaspettati, e quasi sempre, nel ricordo, l'esperienza ingegnua e improvvisata ha la prevalenza su quanto era stato accuratamente progettato. La lettura senza l'amore, il sapere senza la reverenza, la cultura senza il cuore sono tra i peggiori peccati commessi contro lo spirito. Sentire una vibrazione fra sé e le cose del mondo, sentire che il proprio respiro e il respiro dei venti e del mare sono gli stessi, che fra il proprio essere e il tutto esiste fratellanza e parentella, amore e vicinanza, assonanza e armonia! Aprendere, creare, osservare, viaggiare. Natale 1917 - Non siamo uomini di buona volontà se ci limitiamo a piangere ciò che si è perso, se ricordiamo solo ciò che non può più tornare. Lo saremo solo se diventiamo consapevoli di ciò che di meglio c'è in noi, di più vitale, e se seguiamo la voce di questa coscienza. Ciò che rende l'esistenza preziosa e piacevole sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità. La belleza non rende felice colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare. Tutto ciò che non accettiamo, che non amiamo, che non posiamo mandar giù con riconoscenza, è veleno. Valido e vitale e solo ciò che amiamo e da cui possiamo succhiare vita. Che pensiero meraviglioso una vita senza paura! Superare la paura: questa è la beatitudine, questa la redenzione. Si ha paura di migliaia di cose, del dolore, dei giudici, del proprio cuore; si ha paura del sonno, del risveglio, paura della solitudine, del freddo, della follia, della morte. Specialmente di quest'ultima, della morte. Ma sono tutte maschere, travestimenti. In realtà c'è una sola paura: quella di lasciarsi cadere, di fare quel passo verso l'ignoto lontano da ogni sicurezza possibile... c'è una sola arte, una sola dottrina, un solo mistero: lasciarsi cadere, non opporsi recalcitrando alla volontà di Dio, non aggrapparsi a niente, né al bene né al male. Allora si è redenti, liberi dalla sofferenza, liberi dalla paura. La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l'accenno di un sentiero. Comunque vada il corso del mondo, un medico, un aiuto, un futuro e impulsi nuovi li troverai sempre e solo in te stesso, nella tua povera, bistrattata, sempre disponibile e indistruttibile anima. In essa non vi è conoscenza, giudizio, programma, ma solo stimoli, solo futuro, solo sentimento. Le piccole gioie, non quelle grandi, ci servono da sollievo e da conforto quotidiano. Tutte le cose, anche le meno interessanti, o le più brutte, hanno un lato piacevole. Bisogna solo volerlo vedere. Le prime e fortissime impressioni recepite da bambini non potranno mai più essere uguagliate nemmeno dalla vista del mare o della montagna più bella del mondo. E' errato voler dare qualcosa al mondo. Per gli uomini illuminati non esiste nessun dovere, tranne uno: quello di cercare se stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via, ovunque essa conduca. Nessun sentimento è piccolo, nessuno indegno!. Sono tutti buoni, buonissimi; anche l'odio, anche l'invidia, anche la gelosia, anche la crudeltà. Di nient'altro viviamo se non dei nostri poveri, belli, splendidi sentimenti: ogni sentimento cui facciamo torto è una stella che spegniamo. Il destino non viene da lontano. Cresce dentro ciascuno di noi. |
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#2
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L'anima ragiona nel modo migliore quando nessuno dei sensi la turba, né la vista, né l'udito, né il piacere, née il dolore, ma quando si raccolga il più possibile solo in se stessa, lasciando il corpo, e, rompendo il contatto e la comunanza con il corpo nella misura in cui può, protendendosi verso l'essere. Il corpo ci procura innumerevoli preoccupazioni per la necessità del nutrimento; e poi le malattie, quando ci piombano addosso, ci impediscono la ricerca dell'essere. Inoltre, esso ci riempe di amori, di passioni, di paure, di fantasmi di ogni genere e di molta vanità, di guisa che, come suol dirsi, veramente, per colpa sua, non ci è neppure possibile pensare in modo sicuro alcuna cosa. L'anima è armonia. L'anima si oppone alle passioni del corpo per tutta la durata della vita dominandole in ogni maniera, reprimendone alcune più aspramente e con dolore mediante la ginnastica e la medicina, altre più aspramente e con dolore mediante la ginnastica e la medicina, altre più benignamente, ora minacciando, ora ammonendo, discutendo con le passioni, con le ire e con le paure, come se essa fosse diversa da quelle, e quelle diverse da essa. Allorquando pensa, l'anima non fa nient'altro che dialogare interrogando se stessa e rispondendosi da sé, e affermando e negando. Quando è giuntaa una definizione, sia che abbia proceduto lentamente, sia rapidamente, ormai afferma la medesima cosa, e non è più incerta, è questa che noi poniamo essere la sua opinione. Pensiero, opinione e apprenza: è ormai chiaro che tutte queste cose ci nascono nell'anima, sia vere sia false. Sapienza e intelligenza non potrebbero mai prodursi senza anima. Ogni impulso, ogni desiderio e il principio vitale di ogni vivente appartengono all'anima. Sia il corpo senza l'anima, sia l'anima senza il corpo, sia tutt'e due insieme, nelle loro affezioni sono pieni di piacere commisto a dolori. Anche l'anima, se vuole conoscere se stessa, deve guardare nell'anima e sopratutto in quella parte in cui sorge la virtù dell'anima., la sapienza, e in altro a cui questa assomigli. Tutti i mali e i beni per il corpo e per l'uomo nella sua interezza nascono dall'anima, come per gli occhi i veri mali derivano dalla testa e ad essa innanzi e sopratutto bisogna rivolgere la cura, se si desidera ottenere la salute sia per la testa che per il resto del corpo. Delle ricchezze, del corpo e dell'anima, che sono tre cose distinte, vi sono tre stati cattivi: povertà, la malattia, l'ingustizia. Il più brutto di questi tre stati e l'ingustizia, vale a dire il cattivo stato dell'anima. E se è il piu brutto, è anche il peggiore. Il cattivo stato dell'anima è la cosa più brutta, perché supera le altre per un grande danno e un male straordinario. Ci sono due sistemi per curare, rispettivamente, il corpo e l'anima, uno che si occupa di essi al fine di produrre piacere; l'altro, invece, al fine di ottenere il maggior bene, senza assecondare il piacere, ma, anzi, contrastandolo. Allora l'uno, quello che tende alla produzione del piacere, è ignobile e non risulta essere altro che lusinga. L'altro, invece, tende a far sì che la cosa che curiamo diventi quanto è possibile migliore, sia che si tratti del corpo, sia che si tratti dell'anima. Chiunque non sappia adoperare l'anima conviene lasciarla inattiva: vale a dire che è meglio per lui non vivere affatto, piuttosto che vivere a proprio capriccio. L'arte inerente alla virtù del'anima non è nient'altro che la giustizia. Tutto ciò che entra per fornire nutrimento al corpo è necessario, mentre la sorgente dei discorsi che trascorre porgendo servizio all'intelligenza è la più bella e la migliore di tuttele sorgenti. Non mettere in movimento l'anima senza il corpo, né il corpo senza l'anima, affinché, reciprocamente difendendosi, ciascuno dei due divenga equilibrato e sano. L'"anima" ha questa definizione: "ciò che muove se stesso". L'anima dirige ogni cosa, tutte le realtà celesti, terresti, marine, grazie ai suoi propri movimenti, i quali hanno un nome: volere, analizzare, avere cura, prender decisioni, giudicare bene emale, provar dolore e gioia, coraggio e paura, odio e amore, e tutti gli altri moti che possono essere assimilati a questi e che costituiscono i movimenti primari, guide di quelli secondari _i moti dei corpi- e determinanti in ogni cosa la crescita e la diminuzione, la separazione e l'unione con quel che bianco e il nero, l'aspro e il dolce. Quando l'anima usa come essa stessa si fa divina e tutto conduce a felice conclusione; quando invece se ne serve alleandosi alla dissennatezza, ottine l'effetto contrario. da FCWI |
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#3
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SISIFO e' il mito dell'uomo laico, e' l'eroe assurdo, consannato dagli dei a far rotolare senza posa un macigno sino alla cima di una montagna e a vederlo poi rotolare di nuovo verso le pendici senza speranza. Ma il suo tormento e' anche la sua passione, una passione per la vita che non conosce rinunce. Tutta la silenziosa gioia di SISIFO sta in questo: il destino gli appartiene, "Il macigno e' cosa Sua" SISIFO insegna la fedeltà superiore al proprio destino così che solleva imagigni e ripete il proprio sfondo senza tregua, senza ricorrere agli DEI. Egli ritiene "che tutto sia bene..." quasi a dire che felicità e assurdo sono figli della stessa terra e sono inseparabili. Questo universo non gli appartiene ne' sterile ne' futile, ogni granello di quella pietra, denso di "notte" e' parte di un mondo "necessario e la lotta verso la cima della montagna basta a riempire il cuore di un uomo: bisogna credere e vedere SISIFO felice" Grazie Dssa. G.P. |
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#4
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Il mito di SISIFO A. Camus SISIFO e' il mito dell'uomo laico, e' l'erore assurdo, condannato dagli DEI a far rotolare senza posa un macigno sino alla cima di una montagna e a vederlo poi rotolare di nuovo verso le pendici senza speranza. Ma il suo tormento e' anche la sua passione per la vita che non conosce rinunce. Tutta la silenziosa gioia di SISIFO sta in questo: il destino gli appartiene, "il macigno e' cosa sua" SISIFO insegna la fedeltà superiore al proprio destino così che solleva imacigni e ripete il proprio sforzo senza tregua, senza ricorrere agli dei. Egli ritiene che tutto sia bene" quasi a dire che felicità e assurdo sono figli della stessa terra e sono inseparabili. Questo universo non gli appare ne' sterile ne' futile, ogni granello di quella pietra, denso di notte e' parte di un mondo necessario" e la lotta verso la cima della montagna basta a riempire il cuore di un uomo: bisogna credere e vedere SISIFO felice... Con tanti auguri Giluliana Natale 2002 |
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